Zucchero e tumori: binomio inscindibile?

Facciamo chiarezza su un argomento riportato sotto la luce dei riflettori dal mese della prevenzione del tumore al seno

È appena terminato ottobre, il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno e per l’occasione, assieme a campagne e iniziative di fundraising ad hoc, sono spopolati sul web articoli dal taglio più o meno scientifico che indicano lo zucchero come una tra le principali sostanze responsabili della proliferazione delle cellule tumorali.

Per scongiurare ogni forma di allarmismo alimentare diventa perciò necessario fare chiarezza sulla questione, evitando di demonizzare uno dei più importanti (e più golosi) componenti della nostra alimentazione quotidiana: se da una parte gli studi rivelano che le diete eccessivamente ricche di zucchero, tipiche della cultura occidentale, aumentano il rischio di carcinogenesi mammaria (2016, University of Texas – MD Anderson Cancer Center per l’International Journal of Cancer) dall’altra gli esperti non sono in grado di provare un’evidenza scientifica che colleghi inscindibilmente zucchero e tumori.

Da dove origina dunque questa credenza che vede abbinati i due elementi? Certamente da un’indagine poco approfondita della realtà, seguita da una mera generalizzazione che non tiene conto dell’aspetto nutrizionale della questione.
In primis lo zucchero alimentare o saccarosio viene scisso dal nostro organismo in monosaccaridi più semplici da assorbire, come il fruttosio e il glucosio: in particolare solo quest’ultimo è in grado di fungere da
carburante per le cellule, che lo utilizzano come principale fonte energetica. Superficialmente si potrebbe dunque affermare che un’eccessiva sintesi di “benzina” porterebbe la macchina cellulare ad incepparsi.
Insieme al fruttosio, il glucosio è inoltre in grado di alzare la concentrazione di insulina nel sangue, un ormone responsabile di fattori pro-infiammatori e di crescita che favoriscono la nascita di tumori. La
constatazione di queste due realtà di fatto ha dato perciò origine alle proposte più fantasiose, come quella di eliminare totalmente gli zuccheri bianchi e scuri dal proprio regime alimentare oppure di sostituirli con
alimenti quali malto d’orzo, succo di mela ed uva passita. Così l’AIRC – Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro tiene a fare chiarezza: pur abolendo gli zuccheri e i carboidrati dalla propria dieta, le cellule
cancerose e non dell’organismo si procurerebbero comunque il glucosio demolendo sostanze quali grassi e proteine.

È fondamentale distinguere i diversi tipi di zuccheri, i quali non sono unicamente quelli dolcificanti del caffè mattutino o della torta del pranzo domenicale: anche il maltosio e il lattosio, presenti rispettivamente nei cereali germoglianti (tra cui l’orzo stesso) e nel latte dei mammiferi sono in grado di aumentare la glicemia. In sintesi eliminare qualsiasi forma di zucchero dal proprio regime alimentare sarebbe utopico e alquanto inutile, nonché controproducente: è l’ambiente infiammato, e non l’impiego degli zuccheri come energia per la moltiplicazione cellulare, a fare crescere i tumori. La scelta più ragionevole è dunque quella di limitare il consumo delle sostanze zuccherine senza però annullarlo, adottando un regime alimentare equilibrato in ogni suo aspetto: è caldamente consigliata una dieta mediterranea nutriente e variegata da abbinare ad una regolare attività fisica.

Se avete dubbi sull’alimentazione e la gestione della vostra dieta è sempre bene evitare il fai da te e consultare uno specialista

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